GLI IMPIANTI TERMICI MAGGIORI DI 35 Kw

LE MODALITA’ DI ESECUZIONE DELLA DENUNCIA INAIL E DELLE VERIFICHE PERIODICHE PER GLI IMPIANTI TERMICI MAGGIORI DI 35 Kw

Classificazione degli impianti termici

Gli impianti termici sono tutti gli impianti nei quali avviene uno scambio di calore tra una sorgente di calore ed un fluido; tale scambio si può realizzare direttamente o indirettamente rispettivamente se avviene tra un generatore ed un fluido da riscaldare oppure in uno scambiatore tra due fluidi chiamati primario e secondario. Più precisamente il DPR 412/93 definisce impianti termici come impianti tecnologici destinati alla climatizzazione invernale degli ambienti con o senza produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari. Gli impianti termici possono essere classificati in base al tipo di utilizzazione definita dalla destinazione:

  • Riscaldamento ambienti;
  • Acqua calda per servizi;
  • Riscaldamento e servizi;
  • Ambienti di ritrovo pubblico;
  • Ambienti industriali;

Le classi di potenzialità dei generatori di calore sono 5 e secondo la classe d’appartenenza ogni generatore di calore deve rispondere a specifiche norme legislative e tecniche.

  • Fino a 35 kW (30.000 Kcal/h);
  • Da 35 a 116 kW (da 30.000 Kcal/h 100.000 Kcal/h);
  • Da 116 a 350 kW (da 100.000 Kcal/h 300.000 Kcal/h);
  • Da 350 a 1162 kW (da 300.000 Kcal/h 1.000.000 Kcal/h);
  • Oltre 1162 kW (Oltre 1.000.000 Kcal/h);

I locali in cui si trovano le centrali termiche con potenzialità compresa tra i 35 kW ed i 116 kW, sono soggetti ai disposti legislativi di competenza del Ministero degli Interni. I locali in cui sono ubicate le centrali termiche con potenzialità maggiore di 116 kW, sono soggetti, oltre che ai disposti legislativi di competenza del Ministero degli Interni anche al rilascio del certificato di prevenzione incendi (CPI) da parte del Comando dei VVF.

 

Denuncia di un impianto di riscaldamento, di cosa si tratta e quale provvedimento di legge impone tale documento?

La denuncia di un impianto di riscaldamento, di cui all’art.18 del d.m. 1.12.1975, deve essere effettuata secondo le modalità indicate nella raccolta R2009 al punto R.4.A (specificazioni tecniche applicative del titolo II del d.m. 1.12.1975). Previa compilazione degli appositi moduli, verrà eseguita dal tecnico incaricato la verifica dei dati tecnici fondamentali richiesti:

  • esame del progetto e verifica di nuovi impianti di riscaldamento utilizzanti acqua calda sotto pressione con temperatura non superiore a 110°C e potenza massima complessiva dei focolari (o portata termica massima complessiva dei focolari) superiore a 35 kW;
  • esame del progetto e verifica di impianti sottoposti a modifiche importanti quali i dispositivi di sicurezza e protezione del generatore, la sostituzione o la modifica del generatore con aumento della potenzialità o variazione della precedente pressione di targa oppure l’installazione o modifica di circuiti con nuovi vasi di espansione.

Spesso in numerosi verbali dei verificatori degli impianti termici a seguito dei controlli sulle centrali termiche riportano, tra le inadempienze segnalate, la mancanza della “pratica INAIL”.

Vediamo quale provvedimento di legge impone tale documento.

Il D.M.01/12/1975 (Norme di sicurezza per apparecchi contenenti liquidi caldi sotto pressione), prevede tutta una serie di adempimenti che in alcuni casi non sono rispettati integralmente.

Una ingiustificata sottovalutazione dell’importanza delle regole burocratiche, preliminari alla realizzazione di un impianto superiore alle 30.000 kcal/h (35 kW.), determina la frequente inosservanza del D.M.01/12/75 e l’assenza della “pratica INAIL” per alcune centrali termiche.

A questo si aggiunga che nella realtà accade che, per problemi di organici carenti e per la verifica di priorità più urgenti, gli enti di controllo sono talvolta impossibilitati a dare le risposte che ci si aspetterebbe in termini di puntualità ed esecuzione delle verifiche.

Per essere in regola e rispettare la legge, occorre seguire le regole precise che di seguito riassumiamo.

Per i generatori di calore alimentati da combustibile solido, liquido, gassoso o per impianti centrali di riscaldamento utilizzanti acqua calda aventi potenzialità globale dei focolai superiore a 30.000 kcal/h, (35 kW.) prima che venga iniziata la costruzione o la modifica dell’impianto deve essere presentata una denuncia all’INAIL a cura dell’installatore, il quale deve avvalersi della collaborazione di un termo tecnico.

In tale dichiarazione devono essere indicati i dati di identificazione dell’impianto e del luogo di installazione.

Tale domanda deve essere inviata all’INAIL quando:

  1. si installa un nuovo impianto,
  2. si modificano i dispositivi di sicurezza e di protezione,
  3. si procede a sostituzione o modifica comportante aumento della potenzialità nominale o una variazione della pressione di targa.

In tutti e tre i casi, insieme alla denuncia, l’installatore deve presentare il progetto e una relazione tecnica, completa di allegati, predisposti e firmati da un professionista abilitato.

Denuncia, progetto e relativi allegati devono essere inviati all’INAIL competente per territorio con raccomandata con ricevuta di ritorno.

In questo modo l’installatore e l’utente sono a posto con quanto dispone la legge.

In seguito, l’INAIL dovrebbe esaminare la pratica e comunicarne l’esito, provvedendo altresì all’omologazione dell’impianto.

Gli impianti centralizzati così denunciati e installati in edifici condominiali per i quali esiste l’obbligo di nomina dell’Amministratore (più di quattro condomini), oppure aventi potenzialità globale dei focolai superiore a 100.000 kcal/h, ogni cinque anni devono essere sottoposti da parte dell’ARPAL (Agenzia Regionale Protezione Ambiente Liguria), ASL o da parte di organismi abilitati ad una verifica dello stato di efficienza dei dispositivi di sicurezza, di protezione e di controllo.

Il libretto matricolare con i verbali relativi agli accertamenti ed alle verifiche eseguite deve essere conservato dall’utente.

 

Quali sono i principali riferimenti legislativi per la verifica?

Sono numerose le regolamentazioni ricomprese nel servizio di verifica, quali:

  • D.lgs. 29 dicembre 2006, n. 311 Disposizioni correttive ed integrative al Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 192, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa al rendimento energetico nell’edilizia. – D.lgs. 19 agosto 2005, n. 192 Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia;
  • D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 551 Regolamento recante modifiche al Decreto del Presidente della Repubblica, n. 412, in materia di progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti termici degli edifici, ai fini del contenimento dei consumi di energia;
  • D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412 Regolamento recante le norme per la progettazione, installazione, l’esercizio e la manutenzione di impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia. – Legge 9 gennaio 1991, n. 10 Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia. – D.M. 28 aprile 2005 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili liquidi. D.M. 01 dicembre 1975 Norme di sicurezza per apparecchi contenenti liquidi caldi sotto pressione D.P.R. 15 novembre 1996, n. 660 Regolamento per l’attuazione della Direttiva 92/42/CEE concernente i requisiti di rendimento delle nuove caldaie ad acqua calda, alimentate con combustibili liquidi o gassosi;
  • D.M. 12 aprile 1996 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi;
  • D.M. 1 dicembre 2004, n. 329 Regolamento recante norme per la messa in servizio ed utilizzazione delle attrezzature a pressione e degli insiemi di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 93.

 

Quali sono i principali riferimenti UNI?

Le norme UNI che riguardano gli impianti di riscaldamento sono:

  • UNI 7129/2001 Impianti a gas per uso domestico alimentati da rete di distribuzione. Progettazione, installazione e manutenzione;
  • UNI 10389/1994 Generatori di calore. Misurazione in opera del rendimento di combustione;
  • UNI 10845/2000 Impianti a gas per uso domestico – Sistemi per l’evacuazione dei prodotti della combustione asserviti ad apparecchi alimentati a gas – Criteri di verifica, risanamento, ristrutturazione ed intubamento.

 

Come si svolgono le attività di verifica?

Le attività di verifica e controllo vengono svolte sostanzialmente in 3 fasi:

La fase I prevede l’ispezione del locale in cui vendono verificate le seguenti voci:

  • idoneità del locale di installazione;
  • dimensione e posizionamento aperture di ventilazione;
  • accesso alla centrale conforme;
  • rubinetto d’intercettazione del combustibile esterno;
  • interruttore elettrico generale esterno;
  • presenza di materiali estranei;
  • mezzi d’estinzione incendi-data ultima revisione;
  • segnaletica di sicurezza e la tabella prevista.

 

La fase II prevede il controllo della presenza e adeguatezza della documentazione relativa a:

  • libretto di centrale;
  • libretti di uso e manutenzione dei generatori-bruciatori;
  • dichiarazione di conformità dell’impianto termico e elettrico ;
  • copia della denuncia all’INAIL (corredata del progetto firmato da un professionista)
    Certificato di Prevenzione Incendi (CPI);
  • manutenzioni e analisi di combustione (rapporti di controllo tecnico rilasciati dal manutentore al termine dei lavori;

 

La fase III prevede la misura del rendimento di combustione (UNI 10389) in cui si misurano:

  • nel caso di impianti alimentati a gasolio o ad olio combustibile si deve effettuare la misurazione dell’indice di fumosità (l’indice di Bacharach);
  • rendimento di combustione;
  • concentrazione del monossido di carbonio.

Pertanto, le verifiche periodiche sugli impianti termici risultano essere di estrema importanza consentendo di mantenere in efficienza l’impianto ed utilizzarlo in sicurezza.

 

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